assistenza su paziente intubato
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SUPPORTO ENERGETICO A DISTANZA A PERSONA IN RIANIMAZIONE PER INFLUENZA DIVERSA

I MAESTRI MI MOSTRANO LA NECESSITÀ DI UN LAVORO NUOVO. SI TRATTA DI “ESTRARRE” TUTTA L’ACQUA CORPOREA…

Una conoscente mi mette in contatto con un’amica, molto preoccupata perché il fratello 38enne è ricoverato in rianimazione, “intubato” ed in coma farmacologico, per Covid-19. Questa sorella, sensitiva, ha spesso avuto in passato delle premonizioni di questo futuro, e questo accresce non di poco la sua ansia.
Mi faccio passare alcune fotografie, e alcune altre informazioni necessarie a connettermi energeticamente a distanza. Il ragazzo non è ovviamente in condizione di dare l’assenso al trattamento, e dovrò per prima cosa cercare di acquisire da parte del suo Essere il consenso ad operare. Prometto alla mia conoscente di iniziare la sera stessa.
Il primo contatto non è stato dei più promettenti: nella sala di terapia intensiva sono presenti energie fortemente oscure, in qualche modo associate al personale sanitario. Non riesco ad ottenere un efficace contatto. Invio Luce. Solo la seconda sera riesco ad eludere le energie negative e a palesarmi all’Essere del ragazzo. Inizialmente incontro diffidenza e paura… Il tempo stringe, non si può rimanere a lungo fuori dal corpo in situazioni di quel tipo… Improvvisamente intuisco che devo presentarmi a lui usando un’energia che lui possa percepire come familiare. Faccio appello all’energia della sorella, cui il ragazzo è molto legato, e così facendo lui mi apre le porte, accettandomi.
Mi rendo presto conto che il soggetto non presenta una situazione patologica pregressa che giustifichi un quadro di tale gravità. Le ragioni risiedono piuttosto in un momento di pesante cedimento emotivo… in cui la paura del contagio, la tristezza e la prospettiva di perdere tutto hanno provocato un vero e proprio tracollo immunitario. Questa circostanza viene poi confermata dalla sorella.
Mi si manifesta in piena evidenza la drammaticità dell’evento per cui – come in un gigantesco effetto domino – tutto il corpo ha risposto al fortissimo stimolo mentale con una generale perdita di vitalità e di struttura.
Per alcuni giorni, intanto, il quadro clinico rimane stabile.
Posso ormai agire quotidianamente dentro il corpo del ragazzo, utilizzando le tecniche con cui ho familiarità, anche se in questo campo ogni lavoro è un caso a sé stante. Lavoro su pleure, polmoni, alveoli, bronchi, trachea. Nel mio muovermi all’interno del corpo mi rendo però conto che la forza della paura ha creato problemi dal punto di vista energetico-spirituale anche in altri distretti, quali: pancreas (autostima), reni (paura), stomaco, gola, denti e gengive (boccone amaro), naso, intestino.
Inizia qualche segnale positivo anche a livello obiettivo. La sorella mi informa che possono ridurre l’ossigeno e che gli esami mostrano che gli organi sono a posto. La prognosi resta comunque riservata.
Il mio lavoro prosegue ed una notte i Maestri mi mostrano la necessità di un lavoro del tutto nuovo. Si tratta di “estrarre” tutta l’acqua corporea per operarne una completa purificazione e ristrutturazione, agendo al contempo energicamente sul sistema nervoso sulle cellule corporee (non ci si deve – evidentemente – immaginare una separazione fisica dell’acqua dal corpo… Tutto ciò avviene a livello della materia sottile e dubito che qualche infermiera avrebbe potuto accorgersi di anomalie nello stato di idratazione del soggetto!) L’acqua viene quindi reintegrata nel corpo, completamente mutata in frequenza e proprietà.
Il lavoro di ricostruzione tissutale prosegue per diverse sere. Mano a mano i messaggi di ritorno sono confortanti.
Una notte, andando da lui, mi rendo conto che c’è un corpo estraneo… l’ho potuto cogliere “sul fatto”, nell’atto di penetrare nel corpo del ragazzo, come una nube oscura che si divide in tempi rapidissimi e, con percorso a raggiera, dilaga nel duodeno espandendosi verso gli organi del basso ventre (a livello obiettivo, i medici riporteranno il giorno seguente un’infezione batterica, contratta evidentemente nel reparto ospedaliero stesso). Subentra in me un poco di sconforto e di rabbia, nel constatare quanto il corpo sia vulnerabile all’azione dell’Oscuro, soprattutto nei momenti più delicati, quando i tessuti oggetto di ricostruzione si trovano ancora in una fase di maturazione… Fortuna vuole che sia potuta intervenire tempestivamente.
L’ultima settimana di lavoro mi dedico soprattutto alla sfera emotiva, lavorando a livello spirituale su coraggio, sicurezza e autostima… anche per prevenire una certa naturale deriva del soggetto – ormai in via di guarigione – dovuta ai timori per il futuro.
Le condizioni del ragazzo migliorano rapidamente e quando i medici ripetono gli esami, tutti i tamponi danno esito negativo: sparita ogni traccia di virus e batteri. Viene finalmente dimesso dall’ospedale, con immensa gioia di tutti… sono passati 27 giorni dal momento in cui l’ho preso in carico.

Nota, per la corretta interpretazione di questo contributo, prendere visione dell’INFORMATIVA

(Rif.: ESPIRA B004)