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UN TRATTAMENTO A DISTANZA

UN INTERVENTO AI DENTI LASCIATO A METÀ

Qualche giorno dopo il decreto coronavirus, ho ricevuto una richiesta di assistenza da parte di un mio conoscente: si era da poco sottoposto alla devitalizzazione di un dente e il dentista era riuscito a mala pena a compiere metà lavoro quando aveva dovuto chiudere lo studio a tempo indeterminato. La situazione era aggravata da una seconda, brutta carie del colletto sul lato opposto, che manifestava una allarmante velocità di propagazione e che non vi era stato il tempo di otturare. La persona non solo non era in grado di masticare agevolmente per il dolore, ma era quindi anche preoccupata per l’avanzare dell’altra carie.
Trattamento espira a distanzaHo effettuato il lavoro in collegamento Skype e, come spesso capita, prima di trattare il problema specifico è stato necessario agire su alcuni problemi più profondi. Il dentista aveva evidentemente vissuto con particolare preoccupazione gli ultimi giorni di lavoro, per timore del contagio e per le incertezze legate al futuro dello studio, e aveva trasmesso dei nuclei di energia-paura al paziente. Va assolutamente sottolineato che quel tipo di energia-paura è proprio il tipo di negatività che può facilmente concretizzarsi a livello materiale in un’infezione virale!
Dopo aver sciolto le energie, ho potuto lavorare nel corpo e sul corpo, come faccio sovente. Ho trattato i tessuti in prossimità del dente devitalizzato e ho agito a protezione dell’altro dente, cercando di mettere un freno energetico al procedere della carie.
Il giorno dopo il mio conoscente mi ha chiamato, molto sollevato, riferendo che già a distanza di 6-8 ore dal trattamento il dolore era quasi cessato, e che quella mattina aveva potuto masticare tranquillamente masticare il muesli croccante…
Un po’ di tempo dopo, inoltre, mi fu riportata un’altra piacevole notizia: il dentista si era sentito un po’ in colpa per aver lasciato a metà quel lavoro e si era offerto di praticare un’otturazione di emergenza, nonostante lo studio fosse ancora chiuso. Ebbene, dal racconto del mio conoscente, pare proprio che la carie fosse rimasta grosso modo al punto in cui l’aveva lasciata, cosa che aveva destato una certa sorpresa nel medico e nel paziente.

(Rif.: ESPIRA B002)